22/03/2010
La Libera Cronaca del 22 marzo 2010
BLOG : liberacronacadelgiornalechenonce. myblog.it
E-mail Libera Cronaca : giuseppevezzoni@libero.it
giuseppevezzoni@alice.it
Addì, 22 marzo 2010
C’è un unico silenzio: ma uscirvi è diversamente santa le responsabilità
<< Il silenzio a volte è indice di colpa, ma l’assunzione di responsabilità non sempre rappresenta lo spiccare nitido e autonomo del volo riparatore, ma semplicemente una spinta alla debolezza umana venuta dall’esterno: anche questa però santa e riparatrice. Pure per l’uso del termine di cristiano in politica, il silenzio spesso fa apparire la connessione sui generis, se non decisamente arbitraria e fuori luogo >>.
Giuseppe Vezzoni-Addì 22.3.2010
Da un milione a 150 mila: l’Italia duale della
Seconda Repubblica
Per il PDL un milione di cittadini in piazza S. Giovanni sabato pomeriggio; per la Questura di Roma solo 150 mila presenze Intanto la manifestazione contro la privatizzazione dell’acqua è stata letteralmente ignorata. Le polemiche delle cifre dimostrano solo che i numeri e i magistrati che non piacciono al centrodestra devono essere contestati, mentre sono da lodare i numeri a favore e i magistrati che arrestano gli esponenti della sinistra, come fu per la manifestazione dell’ottobre 2008 per la difesa della scuola i cui dati forniti dalla Questura allora furono considerati veritieri e tutti a favore delle scelte dei tagli personale effettuati nel settore dalla Riforma Tremonti - Gelmini, o giorni addietro per l’arresto dell’ex presidente della Puglia Sandro Frisullo, del Pd. La netta divergenza dei numeri in Piazza S. Giovanni potrebbe essere un segnale, salvo il dover dare credito a Bossi, il prossimo lunedì, che effettivamente sono stati tenuti lontani dalla piazze della Capitale10 milioni di cittadini.
Giuseppe Vezzoni-Addì 22.3.2010
La Bottega d’alimentari di Retignano
forse presso il Circolo paesano
Stazzema- Caro Giuseppe, io pensavo che della chiusura della bottega tu lo sapessi, infatti il senso del mio articolo era quello che la chiusura degli esercizi nello stazzemese è dovuta anche ad un comportamento sociale a mio avviso inadeguato che alla lunga può ritorgersi contro tutti noi. Sinceramente nel tuo articolo non ho capito cosa c’entra il Cerafri, La cooperativa ed il fatto che sulla Frazione di Retignano è stato spesso molto. Permettimi di dirti che su questo non sono d’accordo, per questo non viene meno la stima che ho di te, anzi. Perché non sono d’accordo? A mio avviso negli ultimi 15 anni, la precedente amministrazione e l’attuale, a mio modesto parere si sono impegnate di più o almeno in equal modo anche in altre frazioni, vedi in sintesi i casi più evidenti quali: Antro del Corchia,Teleriscaldamento,Tre Fiumi compreso l’ultra decennale uso gratuito di un immobile pubblico dove a sede l’Attuale Croce Verde di Arni, Strada di S. Rocco e pavimentazione a Terrinca,ecc, ecc . Sulla Cooperativa di Retignano, la sua chiusura poiché ero socio e lo so benessimo, è stata dovuta più a motivi interni che esterni, principalmente all’incapacità di credere in un progetto comune oltre ad una cronica carenza di capacità imprenditoriale nella Frazione. Infatti la Cooperativa ha avuto occasione di gestire il Circolo di Retignano (Bar – Ristorante e Pizzeria), per motivi interni dopo tre mesi di prova hanno cessato la gestione. Sul Cerafri è una società privata costituita da Enti Pubblici, io non mi voglio esprimere perché so che il Sig. Paolo Verona ha chiesto per lettera delle informazioni per sapere il bilancio e cosa sta facendo. Il Cerafri ha risposto per lettera che ho letto! Dandogli le informazioni richieste, dicendogli che è una società privata e come tale si comporta e sulle sue iniziative le può verificare sul sito ecc, diffidandolo poi dal proseguire a dire cose non vere sul Cerafri. Siccome io non so cosa il Cerafri fa al suo interno, HO PAURA di dire inesattezze che possano essere usate contro di me in un eventuale querela per diffamazione. Poi all’esterno cosa è il Cerafri penso che tutti lo possono vedere e verificare. Ritornando alla Bottega il sottoscritto e tutto il consiglio del Circolo di Retignano consci del problema circa due settimane fa, abbiamo avuto un incontro con il vice - sindaco , dove abbiamo convenuto che la chiusura della bottega in un paesino di montagna abitato prevalentemente da anziani è di fatto, un problema sociale! Noi come circolo siamo disponibili ad integrare le nostre attività con una spaccio alimenti per l’essenziale quotidiano, possibilmente entro il mese di Maggio per non far passare troppo tempo dalla chiusura dell'attuale bottega. Però abbiamo due problemi, il primo è che così come dislocato il locale non abbiamo gli spazi adeguati , almeno che non si faccia un adeguamento edilizio costoso (dobbiamo pagare sempre un mutuo di circa 13.000,00 euro anno) con riduzione della superficie dell’attività di bar – ristorante con perdita di spazi ed una riduzione dei posti a sedere DA 50 A 25, quindi con perdita produttiva. Capisci bene le nostre difficoltà, stiamo valutando insieme all’amministrazione che si è interessata subito altre ipotesi come una deroga temporanea per l'Asl per un piccolo spazio forse ricavabile ecc, per ora di certo non c’è nulla. Inoltre le procedure burocratiche sono lunghe così come i tempi. Secondo problema risolvibile, per il nostro statuto l'apertura di una bottega è un atto di straordinaria amministrazione. La volontà del consiglio sarà sottoposta a valutazione ed approvazione da parte dell’assemblea dei soci che di terrà il giorno 25 p.v. Appena saprò qualcosa di certo e definitivo ti faccio sapere. Comunque, come ti ho scritto e ripeto, non ho voglia di polemiche strumentalizzazioni. I questo articolo ho raccontato una volontà di impegno sociale da parte di una piccola realtà quale quella del Circolo di Retignano. Quindi faccio un appello a tutte le forze politiche comunali di maggioranza ed opposizione di darci un aiuto al fine di risolvere questo piccolo, ma importante problema, per quel senso di appartenenza che i padri fondatori della Repubblica chiamavano “il bene comune”questo è il fatto! Poi come dice una canzone di Califano “ .....tutto il resto è noia...”Ti saluto ringraziandoti. Penso che tu sia d'accordo di non fare commenti introduttivi e finali a corollario di questa lettera poiché mi sembra già eloquente da sola, ciao a presto.Grazie.
Nicola Bazzichi addì 21.3.2010
Re: Sono d’accordo in disaccordo, ma il tuo intervento è troppo importante perché non ne rispetti l’auspicio. Permettimi solo di spiegare che quando scrivo di una realtà cerco sempre di mettere ulteriori elementi di informazione per dare nuovi spunti. E qui mi fermo. Ti ringrazio di aver dato al giornale che non c’è questa importante riflessione sulla chiusura delle piccole attività commerciali montane e sull rischio a cui andiamo incontro. La Libera Cronaca augura che la soluzione che si sta cercando per mantenere aperto un esercizio di vendita di generi alimentari nella seconda (o terza?) frazione più popolosa di Stazzema vada a buon fine.
Giuseppe Vezzoni- addì 22.3.2010
Fondazione Sant’Anna:
l’Anpi rivendica di essere inserito tra i soci fondatori
Stazzema- Con una lettera inviata al sindaco di Stazzema Silicani e agli organi di stampa, l’Anpi di Pietrasanta, sezione Gino Lombardi, interviene ufficialmente per rivendicare che nella futura Fondazione Sant’Anna alla quale si sta lavorando per istituirla, l’Anpi sia tra i soggetti fondatori. La lettera è diretta e mette in evidenza che sarebbe inaccettabile l’eventuale esclusione dell’Anpi tra i soci fondatori della costituenda Fondazione. << La Legge Regionale n.81 del 28 dicembre 2009 individua in una Fondazione la struttura e le modalità di gestione del Parco Nazionale della Pace, da costituire su iniziativa del Comune di Stazzema. Durante la tavola rotonda svoltasi a Lucca il 26 febbraio 2009 è stato comunicato che un gruppo di lavoro, coordinato dall’on. Carlo Carli, sta lavorando per elaborare una bozza del documento, da sottoporre poi a ratifica dell’Assemblea del Comitato per le Onoranze ai Martiri di Sant’Anna di Stazzema ed all’approvazione del Consiglio Comunale di Stazzema. Riteniamo che tra i Soci fondatori della Fondazione debba essere inserita di diritto l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, per i valori ideali e il patrimonio storico che rappresenta, richiesta già fatta propria dal Comitato Regionale dell’ANPI, nell’ultima riunione svoltasi a Prato. L’esclusione dell’ANPI dai soci fondatori, e di diritto, sarebbe inaccettabile e rappresenterebbe una gravissima offesa al sacrificio di tutti coloro che furono costretti a impugnare le armi contro i nazifascisti per conquistare la Pace e la Democrazia e per affermare i valori ideali e morali che sono alla base della Costituzione della Repubblica Italiana. Chiediamo, pertanto, all’on. Carli e agli altri membri del gruppo di lavoro di accogliere la richiesta, considerando anche che Sant’Anna di Stazzema è stata dichiarata Centro Regionale della Resistenza dalla Regione Toscana nel 1970 e che la motivazione della Medaglia d’Oro al VM, conferita al Comune di Stazzema per la Versilia onora il “partigiano valor militare e il sacrificio di sangue della gente di Versilia” durante la Lotta di Liberazione, idealmente riassunti nella strage dei 560 tra cittadini e rifugiati di Sant’Anna. In attesa di Sue cortesi e rassicuranti notizie, si saluta cordialmente.Il Presidente Moreno Costa>>. L’intervento dell’Anpi di Pietrasanta offre il destro di ricordare che la Fondazione debba farsi carico di riprendere lo spirito del primo Parco della Pace immaginato dal sindaco di Stazzema Giuseppe Conti, che lo ideò nel 1987. Quell’idea di Parco fu anticipatrice di quanto oggi è tornato ad essere ricompreso nella storia italiana, vedi la memoria dei martiri delle foibe, e nel concetto di Pace che non può essere ideologicamente compresso in una concezione di parte, come invece è avvenuto con il Parco della Pace approvato nel 2000, determinando la messa all’indice e/o confinando tutto ciò che si andava a scoprire ad integrazione del la storia codificata da chi nell’indirizzo ingessato voleva fare anche un proselitismo politico. Oggi, nelle condizioni in cui è l’Italia, c’è bisogno di una Fondazione aperta, che crei la condivisione e non l’esclusione. L’intervento dell’Anpi pone l’attenzione acciocché la Fondazione che gestirà tutte le iniziative del Parco della Pace non ricada nell’errore di costituire una Fondazione con finalità targate o costruita unicamente per operare su alcune tematiche ed altre no. Temi che non disturbino poi i futuri manovratori, magari capaci zigzagare come si conviene all’uopo. La Fonazione deve nascere aperta e costruttrice di Pace anche attraverso ciò che non si vorrebbe fare emergere. La lettera dell’Anpi potrebbe essere letta come intempestiva, ma coloro che hanno seguito la vicenda di Sant’Anna di Stazzema vedono giustamente in questo intervento dell’associazione partigiani molta pertinenza ed un fine di prevenzione. Il gruppo di lavoro che sta gettando le basi della Fondazione che per legge dovrà costituirsi entro la fine di dicembre di quest’anno, sono: l’ex parlamentare Carlo Carli (coordinatore), il sindaco di Stazzema Silicani (presidente del Gruppo di lavoro); il presidente dell’Unione Maurizio Verona (vice presidente), il prof. Bucciarelli, il dottor Umberto Mancini e l’avv. Claudia Buratti (membri designati dal Direttivo del Comitato Onoranze), il segretario comunale di Stazzema dott. Luca Canessa (parte legale del Comune di Stazzema), l’avv. Giancarlo Altavilla (consulente legale). La segreteria del Gruppo di Lavoro, verbalizzazione delle riunioni e comunicazione ed altro, il dott. Michele Morabito, responsabile dell’Ufficio Cultura del Comune di Stazzema) e, a turnazione, gli operatori presso il Museo Storico della Resistenza di Sant’Anna. Per il Gruppo di lavoro non ci sono oneri di spesa. É con disponibilità gratuita.
Giuseppe Vezzoni- Addì 22.3.2010
Ingresso di don Sergio Orsucci nelle parrocchie di Cardoso, Pruno e Volegno
Stazzema- Ieri, presso la Chiesa di S.M. Assunta di Cardoso, alla presenza dell’Arcivescovo di Pisa, Mons. Giovanni Paolo Benotto, e del Vicario Foraneo della Versilia, don Giuseppe Napolitano, è stato celebrato il Rito dell’ Ingresso del nuovo parroco, don Sergio Orsucci, nelle parrocchie di S. M. Assunta di Cardoso, S. M. delle Grazie di Volegno e della parrocchia pievania d S. Nicolò di Pruno. Ieri è iniziata dunque la nuova esperienza pastorale e ministeriale che richiamandosi all’evangelo di un unico gregge e di un solo pastore vede per la prima volta, a Stazzema, un presbitero, coadiuvato da due diaconi, nominato alla cura di sette parrocchie e di otto comunità: Stazzema, Pomezzana, Farnocchia, Mulina, Pontestazzemese, Cardoso, Volegno e Pruno. La partecipazione dei fedeli non è stata commisurata alla portata storica di questa necessaria ed inevitabile scelta organizzativa di una comunità di chiesa con otto campanili. Forse non è stato compreso che con quest’obbligata decisione le otto comunità di Stazzema dovranno saper cogliere e rendere feraci le opportunità cui il gregge di Cristo è stimolato: una comunione di forze più ampia e a sostegno dell’opera di un parroco e di due diaconi, per i quali, senza l’aiuto dei fedeli, l’impresa appare proibitiva. Degli amministratori solo il consigliere comunale Marco Viviani, presenza che è sembrata del tutto personale, come parrocchiano di questa riunione di parrocchie. Forse, come ha saputo fare la comunità di Cardoso che ha salutato il nuovo parroco attraverso le parole di Fabio Felici, anche un intervento dell’amministrazione comunale avrebbe dato quel senso di vicinanza a quest’esperienza di Chiesa verso la quale è chiamata sicuramente la metà della popolazione del Comune di Stazzema. Ieri è nata la grande parrocchia riunita di Stazzema, pur mantenendo come soggetti legali le sette parrocchie di cui è divenuto titolare a tutti gli effetti don Sergio Orsucci, ricordando che la parrocchia di Mulina venne accorpata una ventina d’anni fa a quella originaria di S. M. Assunta di Stazzema da cui fu distaccata nei primi anni ’60 del secolo scorso. L’Arcivescovo Benotto, ricordando la sua esperienza di segretario dell’Arcivescovo Benvenuto Matteucci., deceduto nel 1993, arcivescovo di Pisa dal 1971 al 1986, ha sottolineato che fino a 40 anni fa tutte le parrocchie della Vicaria a Monte della Versilia avevano un parroco titolare, salvo in quel tempo Farnocchia (poi il parroco arrivò anche paese nel 1973). “Oggi – ha rivelato- la Diocesi di Pisa versa in questa situazione: 60 parrocchie sono senza la presenza stabile di un parroco; il 40% dei sacerdoti diocesani supera i 75 anni di età e che solo il 7% ha un’età inferiore ai 40 anni.Presso il Seminario di S. Caterina stanno formandosi per il conferimento dell’ordine sacerdotale 16 seminaristi , e che solo nel 2011, se Dio lo vorrà, alcuni di questi potranno essere ordinati sacerdoti”. Mons. Benotto, In due anni che è alla guida della Diocesi di Pisa ha già accompagnato al cimitero 14 preti diocesani. Dall’altare l’Arcivescovo ha ricordato ai fedeli la straordinarietà dei servizi che potrebbero assolvere, come il portare la Comunione agli ammalati ed insegnare il Catechismo ai bambini, riunirsi per pregare in chiesa recitando il rosario e/o altre preghiere. Anche il mantenere le chiese in ordine, tenere pulite le tovaglie degli altari e addobbarli coi fiori è da considerare una cura importante e non secondaria, perché una chiesa bella aiuta a pregare ed ad elevare l’anima al Signore a coloro che vi entrano. Don Sergio Orsucci ha promesso il suo massimo impegno al non certo facile compito ministeriale che ha accettato dopo la proposta fattagli dall’ Arcivescovo Benotto a seguito della richiesta venutagli dal parroco precedessore, don Mario Mencaraglia, diessere sollevato, per sopravvenuti limiti d’età, dalla titolarità di parroco delle tre parrocchie di Pruno Volegno Cardoso per dedicarsi ad un percorso di missione fra le popolazioni più derelitte della Terra. Don Sergio Orsucci ha rimarcato che anche alla territorialità di questa parrocchia composta di otto comunità sarà garantita la massima attenzione onde non perdere quel senso di appartenenza, di memoria e di tradizione che questo territorio custodisce.
Giuseppe Vezzoni - addì 22. 3.2010
Fiume color verde stamani in Alta Versilia
Stazzema- Fiume color verde stamani in Alta Versilia. L’immagine ha creato curiosità e poi è iniziato a serpeggiare della preoccupazione nel caso in cui quella colorazione fosse stata tossica. La Libera Cronaca è risalita a scoprire da dove veniva l’arcano del colore così acceso che aveva assunto l’acqua del torrente Cardoso nell’attraversare il centro abitato di Pontestazzemese. Colore che rivaleggiava come vivezza col muschio e il verde della piante che si stanno risvegliando a primavera. Presto scoperto l’arcano. Memori di quando avvenne anni fa, quando il torrente Cardoso e poi il fiume che sfocia al Cinquale si tinsero allora di rosso, siamo stati alla sorgente del Fontanaccio, lungo la comunale che mena alla frazione di Cardoso, ed abbiamo avuto la conferma che la colorazione verde del fiume iniziava proprio alla confluenza delle acque di detta sorgente con quelle del torrente Cardoso, a trecento metri di distanza dal municipio di Stazzema. Le acque del Fontanaccio provengono dal sistema carsico dell’Antro del Corchia e ciò starebbe a significare che nel complesso ipogeoo tra i più sviluppati d’Europa qualcuno abbia fatto degli esperimenti per studiare, come in passato, la diffusione o la velocità di deflusso dell’acquifero sotterraneo, oppure essere di fronte a qualche buontempone che ha riversato nelle acque della grotta, un vero fiume sotterraneo che si disperde negli abissi delle Apuane, dell’innocuo colorante verde, che in ogni modo ha destato allarme, tanto che operatori dell’Arpat della Versilia sono stati immediatamente allertati per un sopralluogo con conseguente prelievo dell’acqua colorata dal fiume per le necessarie analisi che dovranno stabilire se la colorazione è nociva per la falda freatica e per l’intero ecosistema fluviale. Dalle notizie che siamo riusciti a reperire dagli operatori Arpat, sembrerebbe che nessuno fosse stato messo a conoscenza dell’eventuale esperimento che presumibilmente dovrebbe essere stato compiuto nelle viscere nell’Antro del Corchia, anche se si potrebbe ipotizzare in qualche altro anfratto delle Apuane. Nelle prossime ore sapremo se la colorazione era atossica, se la sua introduzione nelle acque sotterranee fa parte di un esperimento scientifico autorizzato, per qual motivo è stato compiuto e da chi è stato effettuato.
Giuseppe Vezzoni- Addì 22.3.2010
.
Domani sera torna a riunirsi il Comitato
anti disservizio postale
Seravezza- Domani sera, alle 21,15, tornerà a riunirsi il Comitato cittadini anti disservizio postale nelle realtà dell’Alta Versilia. La riunione è aperta è si terrà nella frazione seravezzese di Cerreta S. Antonio. Domani sera sarà presentato e approvato il documento che poi sarà diffuso e consegnato ai candidati alle elezioni regionali in occasione della visita dell’uscente presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, in programma mercoledì, alle 11, al Palazzo Mediceo di Seravezza. Saranno decise anche le modalità e data della manifestazione, da tenersi presso il Centro di smistamento postale di Pietrasanta, finalizzata alla sensibilizzazione per un servizio posta efficiente in montagna .
Giuseppe Vezzoni- Addì 22.3.2010
I socialisti Toscani a "Io scelgo il Futuro”
Firenze - Stasera, alle 21 presso il Palacongressi di Firenze si terrà un incontro regionale dei socialisti toscani con Riccardo Nencini, Pieraldo Ciucchi, Andrea Manciulli. e la partecipazione del candidato alla residenza della regione toscana Enrico Rossi. Per l'occasione il partito socialista lucchese organizza una delegazione che parteciperà all'iniziativa.
Dalla segreteria Partito Socialista Lucchese 22.3.2010
Libera Cronaca
Addì 22.3.2010
17:29 Scritto da: giuseppevezzoni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook

Scrivi un commento
NB: i commenti di questo blog sono moderati.